Una firma et voilà, sei subito di sinistra

20 maggio 2013

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Elenco non aggiornato dei vip che hanno aderito all’opzione A del referendum di Bologna. Quelli, cioè, che vogliono che i bambini dei poveri frequentino solo scuole materne pubbliche riservando ai bambini delle famiglie ricche le scuole materne private.

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L’intervento a Festival del giornalismo di Perugia

20 maggio 2013

L’internazionalizzazione, i nuovi linguaggi e l’economia

Rodotà è un vescovo della religione dello Stato (cosa scrive in “Elogio del moralismo”)

19 maggio 2013

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Parlare di un libro di Stefano Rodotà è impossibile se non in una prospettiva religiosa. Nel senso che Rodotà è un fedeledevoto del culto dello Stato il cui libro della verità rivelata si chiama “Costituzione”. Fine delle trasmissioni.

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Perchè chi non vuole le scuole private è un classista che fa gli interessi dei ricchi

14 maggio 2013

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Chi è contrario al finanziamento pubblico alle scuole private, di solito, usa il seguente, stringente, argomento: i poveri non devono pagare per le scuole dei ricchi. E’ una posizione che condivido totalmente e, anzi, la faccio mia: i poveri non devono assolutamente pagare le scuole dei ricchi. Peraltro la scuola pubblica non è gratis, perché viene pagata con le tasse sia dei poveri che dei ricchi ed è trascurabile il dettaglio che i ricchi pagano la scuola due volte: le tasse per finanziare la scuola dei poveri e le tasse per mandare i propri figli alle scuole dei ricchi. Ma, siccome, appunto, sono ricchi, evidentemente, tutto ciò è secondario.

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Come funziona (davvero) Bitcoin, la moneta che piace ai grillini

7 maggio 2013

bitcoinMarcello Marini è uno dei tre imprenditori italiani che ci crede. E’ amministratore unico dello studio di architettura Ottonodi di Roma e da qualche mese ha deciso di permettere ai suoi clienti di pagarlo non in euro e nemmeno in dollari, ma in Bitcoin. “Per ora nessuno me l’ha chiesto”, dice, “anche se in questo momento il problema non è come farsi pagare dai clienti, ma avere i clienti”. Leggi il seguito di questo post »

Letta, se vuoi tagliare la spesa lascia perdere Giavazzi (che è come Tremonti) alcuni numeri

2 maggio 2013

La valutazione dei costi delle promesse fatte dal presidente del Consiglio Enrico letta nel suo discorso alla Camera variano dai 20 ai 30 miliardi di euro. Ovviamente non tutti da recuperare entro il 2013. Per quest’anno occorre, però trovare una cifra intorno ai 10 miliardi di euro compresa la promessa eliminazione (o sospensione, ancora non si è capito) dell’Imu di giugno.

Al netto della richiesta di “maggiore flessibilità” sul bilancio dello Stato, ovvero, al netto della richiesta o di poter sforare il tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil e/o rivedere i termini del fiscal compact, è chiaro che l’unico modo per recuperare risorse è il taglio della spesa, sempre che quest’anno l’economia non si rimetta a correre come un centometrista e che non si desideri aumentare la pressione fiscale.

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Breve storia della flessibilità del mercato del lavoro 1962-2011

30 aprile 2013

Non è vero che la flessibilità del mercato del lavoro sia un effetto della deregolamentazione degli Anni ’90 e 2000. In realtà è stato un processo iniziato addirittura negli Anni ’60. Ecco una breve storia, utile come promemoria.

1962
I contratti a tempo determinato esistevano già, ma quest’anno vengono irrigiditi i requisiti in base ai quali un’azienda vi può fare ricorso. Come sanzione per i contratti a termine privi di tali requisiti è prevista la conversione in contratto a tempo indeterminato.
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Perchè M5S e Sel non faranno “vera” opposizione

29 aprile 2013

Mi preparo. Occorrerà un supplemento di ragione per attraversare i prossimi 18 mesi di governo Letta-Alfano. Perchè dalle prime dichiarazioni dei partiti che sono rimasti all’opposizione si capisce una cosa molto semplice. Se lo scopo principale di un’opposizione parlamentare è controllare gli atti del governo (solo il consociativismo italiano fa credere che il suo scopo sia quello di “strappare” qualche prebenda ad uso del proprio elettorato) a M5S e a Sel di “controllare” importa ben poco. Leggi il seguito di questo post »

Il ministro Trigilia spiega come e perchè al Sud i sussidi creano clientelismo

29 aprile 2013

Il nuovo ministro della Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, la pensa come il suo predecessore, Fabrizio Barca. Ovvero: l’Italia usa male, malissimo i fondi europei. Triglia ha usato al riguardo parole pesantissime, in occasione di un convegno di Bankitalia del 2009 dedicato alla questione.

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L’equivoco degli opendata.

26 aprile 2013

Sul Festival del giornalismo di Perugia (quest’anno un’edizione davvero interessante) aleggia un equivoco. E riguarda gli open data. Ho seguito alcuni seminari sul tema e mi sono convinto cdi un dettaglio fondamentale: gli open data non è giornalismo. Così come l’avvocato Malavenda ha detto che rendere disponibili le intercettazioni integrali, magari addirittura sotto forma di file audio sul sito di un giornale, è “cattivo giornalismo”, così pubblicare open data non è affatto giornalismo. E’ tutto ciò che si vuole, ma non è giornalismo.

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Ecco chi non vuole le larghe intese

23 aprile 2013

Se l’emergenza del Paese è avere un governo che “dia fiato all’economia”, e se un governo è possibile solo con le larghe intese Pd-Pdl allora chi non vuole le larghe intese sono quelli che non hanno bisogno che l’economia riprenda fiato. Cioè chi ha un posto di lavoro garantito. Oppure i ricchi che possono permettersi di fare gli schizzinosi accarezzando la purezza della loro ideologia facendo distrattamente cadere la polvere sulle ferite del Paese.

Non leggere “Il diritto di avere diritti” e sentirsi comunque benone

23 aprile 2013

Qualche settimana fa, spulciando tra le novità in libreria, mi è capitato tra le manin l’ultimo libro di Stefano Rodotà, “il diritto di avere diritti”. L’ho aperto e ho iniziato a leggerlo. Una, due, tre, quattro pagine. Alla quinto l’ho riposto perchè mi è sembrata un’inutile e inconcludente sbrodolata di bellissime dichiarazioni di principio. Ho preferito comprare “Elogio del moralismo”, che ha un titolo più accattivante e, in alcune pagine, mi è sembrato perfino condivisibile oltre che interessante.

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