Finanziaria: poteva andare molto peggio

Il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha colto nel segno: la Finanziaria messa a punto dal governo è “di galleggiamento”. E anche il ministro Claudio Scajola non sbaglia quando gli risponde: “Galleggiare è meglio che affondare”. E a chi sostiene che si poteva fare di più, ha buon gioco il ministro dell’Economia Giulio Tremonti a ribattere che con 66 miliardi di interessi sul debito da pagare ogni anno, di più non si poteva fare. In effetti questa Finanziaria fotografa la realtà e non cerca di cambiarla e i passi intrapresi verso il rilancio del Paese sono timidi. Il primo è lo stanziamento di 200 milioni in più come credito d’imposta per le imprese che investono in ricerca e sviluppo nel 2010 e 2011. Il secondo è la detassazione dei premi di produttività, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e il 30% del reddito dell’anno prima ai CoCoPro ai quali non viene rinnovato il contratto. Poco? Sì, poco. Purtroppo, però, la situazione della Grecia ci ammonisce riguardo al fatto che uno Stato occidentale per di più che fa parte dell’Unione monetaria può fallire. Non è, ovviamente, il caso dell’Italia, ma da quando il mondo è entrato in recessione noi siamo stati costretti a trattare il bilancio pubblico con i guanti di velluto mandando continuamente messaggi rassicuranti ai mercati nel terrore che un giudizio negativo di questi potesse far lievitare i tassi d’interesse sui nostri titoli pubblici e farci concretamente correre il rischio di essere in grado con grandissime difficoltà di onorare il nostro debito. Questa Finanziaria è un messaggio ai mercati ai quali il governo ha in sostanza detto che è stata sconfitta la linea di chi avrebbe voluto spendere, spendere, spendere (anche se è una parte della verità visto che prima dell’esame dell’Aula la Finanziaria era a saldo zero e ora vale 9 miliardi).
Ma questa Finanziaria è anche perfetta per l’opposizione che, senza l’onere di indicare dove reperire i fondi, ha buon gioco a denunciarne i limiti come sono la decisione di prelevare oltre 3 miliardi dai fondi dell’Inps o quella di permettre la vendita di immobili pubblici fino a 400mila euro senza gara o, ancora, l’aumento delle tariffe aeroportuali. Il punto centrale è che la si può criticare per ore e per giorni, ma resta il fatto che si tratta di una fotografia dell’Italia che non cresce e che per di più ha un debito insopportabile. Il 120% del Pil. Il 120%…

Fonte immagine: http://www.finanzautile.org/data/finanzautile/soldi.gif

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