L’Istituto Bruno Leoni, think tank liberista, ha prodotto uno studio inquietante sulla privatizzazione della Tirrenia della quale mi occupo ampiamente in “Mani Bucate”. Non solo conferma che i sussidi che la società è stata privatizzata ad un gruppo di imprenditori privati, Vincenzo Onorato
(Moby Lines), Gianluigi Aponte (Marinvest) e gruppo Grimaldi, sono pari a 576 milioni di euro, ma aggiunge che questi soldi “superano gli introiti dello Stato dalla vendita dell’azienda”. Incredibile. Chi vuole stare male può leggersi il documento, firmato da Andrea Giuricin, qui.
Ma non è finita: pochi giorni fa è stata “privatizzata” anche la Siremar, un’altra società di navigazione. L’imprenditore che ha accettato di rilevarla, Salvatore Lauro della Compagnia Italiana di Navigazione, lo ha fatto dietro la promessa di incassare soldi pubblici sotto forma di sussidi pari a 55 milioni di euro per 12 anni che fa un totale di 660 milioni di euro. Volete sapere quanto ha pagato per la Siremar? Appena 69 milioni. E li chiamano “imprenditori”.
Etichette: Cin, Gianluigi Aponte, Grimaldi, Onorato, Salvatore Lauro, Siremar, sussidi, Tirrenia, traghetti
19 gennaio 2012 alle 12:17 |
[...] avevo scritto proprio all’indomani dell’assegnazione. Lo stesso Ibl ha prodotto uno studio sugli effetti della privatizzazione, che mi aveva colpito. Dopo aver letto l’articolo, [...]
19 gennaio 2012 alle 12:19 |
[...] avevo scritto proprio all’indomani dell’assegnazione. Lo stesso Ibl ha prodotto uno studio sugli effetti della privatizzazione, che mi aveva colpito. Dopo aver letto l’articolo, [...]