Avrebbe del clamoroso: la Fiat rinuncia agli aiuti pubblici. Uso il condizionale perchè il presidente del Lingotto, John Elkann, nell’intervista che ha concesso al Mattino di Napoli, non è che sia stato chiarissimo su questo punto. L’intervista la potete leggere qui.
L’occasione per la lunga chiacchierata con il principale quotidiano campano è stata la presentazione da parte dell’amministratore delegato Sergio Marchionne della nuova Panda (era ora) e il passaggio importante, quello che riguarda i sussidi, è questo: “Ora Pomigliano è un modello, per organizzazione della produzione, capacità competitiva, sicurezza sul lavoro. Ha raggiunto standard elevati. E’ il segnale che se si cammina tutti nella stessa direzione, se si dialoga, si possono ottenere risultati importanti, senza aiuti pubblici”. L’intenzione è buona. Ottima. Poco più avanti Elkann dice: “Dal 2009 sono iniziati una serie di investimenti importanti soprattutto nella formazione dei lavoratori per migliorare gli standard competitivi e di qualità. Gli 800 milioni investiti permettono allo stabilimento di essere attrezzato su un segmento importante per il gruppo Fiat-Chrysler”. Piccola svista: quegli 800 milioni di euro erano in parte statali. Erano 300 milioni, per l’esattezza, stanziati (a favore di Pomigliano e Termini Imerese) dal Cipe nella sua seduta del 26 giugno del 2009. Sarebbe stato elegante ricordarlo.
Etichette: aiuti di stato, Fiat, John Elkann, Lingotto, Mani bucate, mezzogiorno, nuova Panda, pomigliano, Sergio Marchionne, sud, sussidi, termini imerese