I forconi siciliani ce l’hanno con i politici “nazionali e locali”. Hanno ragione? Per farsi un’opinione è utile controllare quanto sono bravi i politici locali a spendere i soldi che hanno a disposizione, cioè quelli dei fondi strutturali europei. Secondo il programma del ministro Fabrizio Barca, che è il responsabile politico dell’uso dei fondi strutturali, al 31 ottobre del 2011 la Sicilia era la Regione che ha speso la quota minore di fondi Ue a sua disposizione: appena il 9,1% a valere sulla programmazione europea settennale 2007-2013. La Campania non ha fatto molto meglio: 9,8% mentre la Basilicata è da record: 25%, quasi il triplo della Sicilia. Ma nei due mesi tra il 31 ottobre e il 31 dicembre 2011 Barca è riuscito a fare il miracolo di evitare il disimpegno automatico dei fondi siciliani da parte della Ue riuscendo addirittura a raddoppiare la percentuale di spesa portandola al 18,4%. Però, attenzione: il 9,1% relativo al 31 ottobre, pari a poco più di 800 milioni di euro, riguarda i soldi che la Regione è riuscita effettivamente a spendere, il raddoppio della spesa, cioè gli altri 800 milioni circa che Barca ha “strappato” alla Ue in extremis, sono sostanzialmente soldi che sono stati spesi da Roma, non dalla Sicilia: sono stati spesi in Sicilia, ma in base a decisioni di Roma. In particolare i soldi sono stati programmati sulle quattro direttrici fondamentali che Barca ha enunciato al momento di assumere l’incarico: istruzione, agenda digitale, occupazione e ferrovie.
Ecco perché Raffaele Lombardo non ha molto da festeggiare quando dice che “anche per il 2011, come negli altri anni, il Po Fesr 2007-2013 ha superato la soglia prevista per gli impegni nel bilancio comunitario, evitando il disimpegno automatico delle risorse. Un risultato di grande rilievo che testimonia l’impegno dell’amministrazione e che apre importanti prospettive di sviluppo per il nuovo anno”. Tutto vero, ma non è merito (solo) suo, visto che fino al 31 ottobre era riuscito a spendere un terzo di quello che era riuscita a spendere la Basilicata.
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11 giugno 2013 alle 02:08 |
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