Non arrabbiatevi, ma devo darvi una notizia che vi innervosirà. Avete presente le Ferrovie dello Stato? Quelle che mandano avanti treni che per qualche centimetro di neve si bloccano lasciando centinaia di persone a bordo senza possibilità di scendere, al freddo delle campagne italiane? Ecco: quelle Fs lì stanno per ricevere una valanga di soldi. Ma una valanga proprio. Lo ha deciso il Cipe (Comitato Interministeriale per la programmazione economica) nella sua seduta del 20 gennaio scorso. Nessuno ne ha parlato, ma in quella riunione si è deciso di innalzare la quantità di investimenti pubblici a favore del trasporto ferroviario. Premessa: io sono solo felice che i soldi pubblici vadano a, come si dice, infrastrutturare il Sud (perché è stato soprattutto di Sud che si è parlato). Meglio alle Fs che a qualche impresa decotta che vive solo se le si pompano dentro milioni di soldi pubblici. D’altra parte è esattamente questa la funzione degli investimenti di Stato: infrastrutturare quei territori che, altrimenti, potrebbero campare solo con i sussidi. Però ho qualche dubbio che sia solo un problema di investimenti e cioè che solo con tanti miliardi (e in questo caso parliamo davvero di tanti miliardi di euro), le ferrovie italiane possono essere in grado di svolgere la loro funzione. Io credo sia soprattutto un problema di controlli e di verifiche. Me ne sono convinto quando mi è capitato di dare un’occhiata alla montagna di soldi che ogni anno lo Stato trasferisce alle Ferrovie le quali, ancora oggi, incassano, come scrivo e spiego in “Mani bucate”, soldi prelevati dalle bollette degli italiani “senza limiti temporali”, cioè: quei soldi, dalle nostre bollette, verranno prelevati per sempre.
Torniamo a noi. Il ministro della Coesione economica Fabrizio Barca ha inviato a Bruxelles l’aggiornamento numero 1 del Piano d’Azione Coesione concordato con le Regioni del Mezzogiorno il 15 dicembre. Il 20 gennaio, poi, il Cipe ha preso atto dell’aggiornamento stabilendo l’entità dei fondi comunitari destinati alla rete ferroviaria delle regioni del Sud andranno 11,7 miliardi di euro divisi in questo modo: alla Calabria 765 milioni, alla Campania 5,59 miliardi, alla Puglia 1,5 miliardi, alla Sardegna 260 milioni e alla Sicilia 3,5 miliardi. A questo link si possono vedere i programmi di spesa dettagliati, cioè a che cosa serviranno questi soldi.
P.S. Una novità che il ministro dello Coesione economica Fabrizio Barca ha introdotto è che tutti i documenti che riguardano la spesa pubblica che afferiscono al suo ministero, sono online.
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5 aprile 2012 alle 15:09 |
La cosa fastidiosa è lo stato del servizio: in cambio di questi soldi potrebbero almeno far muovere i treni! Potremmo infischiarcene per qualsiasi altro settore, ma non per la ferrovia: in tempo di carenza di carburante ha una importanza vitale. Dovremo farla funzionare per forza, con o senza il terribile monopolista statale….
9 ottobre 2012 alle 09:44 |
[...] Visit link: Arrivano 11,7 miliardi per le – Mani bucate – Marco Cobianchi [...]
3 maggio 2013 alle 11:40 |
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