“MANI BUCATE” La Corte dei Conti Ue boccia gli investimenti nel porto di Augusta

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Io non voglio per forza parlare male della Sicilia. Al mio posto lo fa la Corte dei conti europea. Sentite cosa dice a proposito del porto di Augusta finanziato (ovviamente) con soldi pubblici: “Tra il 2003 e il 2006, ad Augusta è stata cofinanziata (3,8 milioni di euro soldi europei più 11, 5 milioni di soldi interamente italiani) la seconda fase della costruzione di un porto commerciale (la prima fase era iniziata nel 1980). L’infrastruttura è stata completata nel 2006, ma il porto rimane inutilizzato, dato che non si è materializzato né il previsto traffico di container né il traffico “ro-ro” (roll-on/roll-off)”. Ok, e fin qui, diciamo, siamo nella normalità degli investimenti che non sono andati a buon fine.

La Corte ha voluto verificare da vicino come sono stati spesi i soldi europei a Vieste, Bari, Brindisi, Messina-Tremestrieri, Augusta e Ragusa e dei sei progetti analizzati ha dato il proprio parere positivo solo per quello di Messina, ma la critica verso l’Italia è feroce: “Nessuna delle regioni visitate disponeva di un piano di sviluppo portuale a lungo termine e di una valutazione dei bisogni su cui basare la selezione dei progetti per infrastrutture portuali”. “Più in generale”, ha spiegato il coordinatore dell’audit Luc T’Joen, “in Italia manca un piano di sviluppo a lungo termine, si spendono tanti soldi in poco tempo, ma senza una strategia complessiva”. E ancora: “All’inizio del periodo 2000-2006 non esisteva in Italia alcuna strategia di pianificazione per gli investimenti portuali, né a livello regionale né a livello nazionale. Un “Piano generale dei trasporti e della logistica” è stato approvato nel dicembre 2002 ed è tuttora in vigore, non essendo stato stabilito alcun piano successivo. Nel 2003 è stato istituito un gruppo di lavoro per sincronizzare gli investimenti a livello nazionale e regionale”. In particolare la corte dei conti europea segnala: “Due dei tre progetti sostitutivi controllati in Italia non hanno però conseguito in maniera soddisfacente gli obiettivi stabiliti. Nonostante il progetto realizzato ad Augusta, il porto è vuoto, mentre a Bari non si è provveduto al collegamento con la rete ferroviaria nazionale, rendendo difficile il conseguimento del principale obiettivo del progetto, vale a dire la creazione di un nodo multimodale”. Ma come facciamo a sprecare così bene?

P.S. Consiglio di dare un’occhiata al commento del sindaco di Augusta, Massimo Carrubba sulla sua pagina Facebook.

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