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	<title>Mani bucate - Marco Cobianchi</title>
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	<description>IL LIBRO CON I NOMI DELLE IMPRESE CHE INCASSANO AIUTI PUBBLICI</description>
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		<title>Mani bucate - Marco Cobianchi</title>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; Ma le &#8220;zone a burocrazia zero&#8221; ci sono già (e sono costate&#8230;)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trappolone comunicativo. Dopo “SalvaItalia” e “CrescItalia”, nel decreto “SemplifItalia” il governo ha deciso di introdurre, in via sperimentale, le “Zone a burocrazia zero”, cioè aree del Paese dove le imprese, soprattutto piccole, non hanno praticamente oneri burocratici oltre ad una fiscalità ridotta. Bene: questa legge esiste già. Non è il prodotto del governo Monti, ma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2737&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trappolone comunicativo. Dopo “SalvaItalia” e “CrescItalia”, nel decreto “SemplifItalia” il governo ha deciso di introdurre, in via sperimentale, le “Zone a burocrazia zero”, cioè aree del Paese dove le imprese, soprattutto piccole, non hanno praticamente oneri burocratici oltre ad una fiscalità ridotta. Bene: questa legge esiste già. Non è il prodotto del governo Monti, ma del governo Berlusconi che a sua volta ha ripreso un’idea, più ambiziosa, del governo Prodi. Quindi: niente di nuovo sotto il sole della semplificazione, perché già adesso, in base ad una legge del 2009, è prevista la possibilità di creare le “famose” Zbz.<span id="more-2737"></span></p>
<p>In “Mani bucate” ne parlo in un ampio paragrafo perché la mamma delle Zbz è una legge siciliana del 2004 che, come racconto, è “una specie di festival dell’esenzione fiscale: Irap zero per le imprese del settore turistico, dell’artigianato, dei beni culturali, dell’agroalimentare e dell’<em>information technology</em>. Inoltre, niente tasse sulle concessioni regionali, sconto sulle imposte di registro, ipotecarie e catastali e niente tasse sui redditi prodotti. Il tutto per una spesa a carico dello Stato (sotto forma di mancate entrate) di 170 milioni di euro l’anno. La Ue non approva, ma persiste l’idea che l’abbattimento delle tasse sia la strada migliore per attirare investimenti.</p>
<p>Pochi anni dopo l’Italia estende il progetto siciliano a tutto il paese e l’11 giugno 2009 notifica a Bruxelles la legge del 2006 che crea ben ventidue centri a fiscalità zero. Si chiamano Zfu, Zone franche urbane, e prevedono un regime fiscale speciale per le micro e piccole imprese nate tra il primo gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012.  Il tutto per una spesa a carico dello Stato, sempre sotto forma di mancate entrate, di ben 500 milioni di euro. La Ue, a differenza di quanto aveva fatto con la legge siciliana, approva e l’Italia individua le Zfu in dodici regioni, in aree popolate complessivamente da 332.855 persone. Nel 2010 le Zfu scendono a diciotto (sono escluse le quattro individuate nel Centro-Nord) e non godono più di sconti fiscali ma solo di una burocrazia agevolata. Così da Zfu si trasformano in Zbz, Zone a burocrazia zero, che potranno accedere a contributi gestiti direttamente dai sindaci. Le Zbz sono costate 150 milioni di euro, prelevati nel 2010 dal Fas”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcocobianchi.wordpress.com/2737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcocobianchi.wordpress.com/2737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcocobianchi.wordpress.com/2737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcocobianchi.wordpress.com/2737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marcocobianchi.wordpress.com/2737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marcocobianchi.wordpress.com/2737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marcocobianchi.wordpress.com/2737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marcocobianchi.wordpress.com/2737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcocobianchi.wordpress.com/2737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcocobianchi.wordpress.com/2737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcocobianchi.wordpress.com/2737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcocobianchi.wordpress.com/2737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcocobianchi.wordpress.com/2737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcocobianchi.wordpress.com/2737/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2737&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; Perché è giusto tagliare (e di molto) i fondi per l&#8217;editoria</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sono stato ospite di Andrea Vianello ad Agorà su Rai3. Tema: il taglio dei sussidi pubblici all’editoria rischiano di far fallire 100 testate e mandare sulla strada 4mila persone. Insieme a me hanno parlato Vincenzo Vita (Pd), Felice Belisario (Idv), Gabriele Polo (Manifesto) e Arturo Diaconale (L’Opinione). Il video lo potete vedere qui. Vorrei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2731&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono stato ospite di <a href="http://www.agora.rai.it/dl/portali/site/page/Page-a6038f13-bc2d-4c2d-b467-da76ccdaf261.html" target="_blank">Andrea Vianello ad Agorà su Rai3</a>. Tema: il taglio dei sussidi pubblici all’editoria rischiano di far fallire 100 testate e mandare sulla strada 4mila persone. Insieme a me hanno parlato Vincenzo Vita (Pd), Felice Belisario (Idv), Gabriele Polo (Manifesto) e Arturo Diaconale (L’Opinione). Il video lo potete vedere <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4b9e1677-8076-45fe-ac6e-be804d3bb309.html#p=0" target="_blank">qui</a>.<br />
Vorrei fare un commento alla fine di un’interessantissima discussione. Dal mio punto di vista il problema non è “se” finanziare l’editoria, ma “quanto” finanziarla e, soprattutto, “chi” finanziare. Premetto, se non si è capito, che personalmente sono a favore dei contributi pubblici ai giornali, ma quando ho affrontato il tema dei soldi (che, ribadisco a rischio di essere noioso, sono soldi prelevati dalle tasse degli italiani) a favore della stampa, mi si sono rizzati i capelli in testa. Non volevo letteralmente credere a ciò che stavo leggendo. Il risultato delle mie ricerche li ho scritti in “Mani bucate”, e quindi non mi dilungo. Segnalo solo che oltre ai soldi pubblici di provenienza statale c&#8217;è un mondo immenso e sconosciuto di sussidi pubblici provenienti dai fondi regionali. Un&#8217;orgia di finanziamenti scandalosa.<br />
Però non bisogna piangere lacrime di coccodrillo. I politici che oggi dicono che sarebbe gravissimo se chiudessero 100 testate e se 4mila persone restassero senza lavoro (al di là dei numeri che non so quale affidabilità abbiano) sono gli stessi che hanno approvato leggi di spesa incredibili, scandalose, clientelari, le quali hanno prodotto truffe, raggiri, sprechi al di là dell’immaginabile arricchendo non tanto i dipendenti dei giornali, ma i loro editori, cioè industriali (diciamo) privati che hanno usato i soldi pubblici non per esprimere un’idea di società, di economia, di politica particolare, ma per avere o un ritorno cash sui loro portafogli o per avere uno strumento di influenza politica sul Parlamento. Questa è la realtà, e nessuno, mentre si approvavano quelle leggi, dico, nessuno, ha alzato il dito per segnalare i possibili abusi che si sarebbero potuti verificare, per sostenere che dare soldi a giornali in cooperativa rischiava di dare soldi a truffatori. E nessuno si è opposto alla concessione di ben 5 milioni di euro l’anno divisi a metà tra due web tv facendole passare per organi di partito mentre in realtà erano strumenti della lotta politica tra due correnti dello stesso partito. Francamente è insopportabile che gli italiani, oltre ai costi della democrazia, abbiano dovuto finanziare lo scontro di potere all’interno di un partito tra due esponenti antropologicamente inconciliabili.<br />
Ecco: tutto questo è finito. I sussidi pubblici all’editoria sono stati drasticamente ridotti. Il contributo statale è passato da 300 milioni di euro a meno della metà e i giornali che ci vanno di mezzo sono, purtroppo, anche quelli che avrebbero il “diritto” (parola da usare con grandissima cautela ma l&#8217;utilizzo, in questo caso, è giustificato) di continuare ad andare in edicola. E’ sbagliato? Certo che è sbagliato, ma quesi giornali e quei giornalisti che oggi rischiano il posto, negli anni passati non hanno condotto nessuna battaglia politica per tagliare inimmaginabili sprechi compiuti sulla pelle di chi paga le tasse. Adesso è arrivato il conto. E, purtroppo, lo pagano anche loro.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcocobianchi.wordpress.com/2731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcocobianchi.wordpress.com/2731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcocobianchi.wordpress.com/2731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcocobianchi.wordpress.com/2731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marcocobianchi.wordpress.com/2731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marcocobianchi.wordpress.com/2731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marcocobianchi.wordpress.com/2731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marcocobianchi.wordpress.com/2731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcocobianchi.wordpress.com/2731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcocobianchi.wordpress.com/2731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcocobianchi.wordpress.com/2731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcocobianchi.wordpress.com/2731/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcocobianchi.wordpress.com/2731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcocobianchi.wordpress.com/2731/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2731&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; I forconi siciliani e i soldi non spesi dai politici di Palermo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I forconi siciliani ce l&#8217;hanno con i politici “nazionali e locali”. Hanno ragione? Per farsi un&#8217;opinione è utile controllare quanto sono bravi i politici locali a spendere i soldi che hanno a disposizione, cioè quelli dei fondi strutturali europei. Secondo il programma del ministro Fabrizio Barca, che è il responsabile politico dell’uso dei fondi strutturali, al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2729&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I forconi siciliani ce l&#8217;hanno con i politici “nazionali e locali”. Hanno ragione? Per farsi un&#8217;opinione è utile controllare quanto sono bravi i politici locali a spendere i soldi che hanno a disposizione, cioè quelli dei fondi strutturali europei. <span id="more-2729"></span>Secondo il programma del ministro Fabrizio Barca, che è il responsabile politico dell’uso dei fondi strutturali, al 31 ottobre del 2011 la Sicilia era la Regione che ha speso la quota minore di fondi Ue a sua disposizione: appena il 9,1% a valere sulla programmazione europea settennale 2007-2013. La Campania non ha fatto molto meglio: 9,8% mentre la Basilicata è da record: 25%, quasi il triplo della Sicilia. Ma nei due mesi tra il 31 ottobre e il 31 dicembre 2011 Barca è riuscito a fare il miracolo di evitare il disimpegno automatico dei fondi siciliani da parte della Ue riuscendo addirittura a raddoppiare la percentuale di spesa portandola al 18,4%. Però, attenzione: il 9,1% relativo al 31 ottobre, pari a poco più di 800 milioni di euro, riguarda i soldi che la Regione è riuscita effettivamente a spendere, il raddoppio della spesa, cioè gli altri 800 milioni circa che Barca ha “strappato” alla Ue in extremis, sono sostanzialmente soldi che sono stati spesi da Roma, non dalla Sicilia: sono stati spesi in Sicilia, ma in base a decisioni di Roma. In particolare i soldi sono stati programmati sulle quattro direttrici fondamentali che Barca ha enunciato al momento di assumere l’incarico: istruzione, agenda digitale, occupazione e ferrovie.</p>
<p>Ecco perché Raffaele Lombardo non ha molto da festeggiare quando dice che “anche per il 2011, come negli altri anni, il Po Fesr 2007-2013 ha superato la soglia prevista per gli impegni nel bilancio comunitario, evitando il disimpegno automatico delle risorse. Un risultato di grande rilievo che testimonia l&#8217;impegno dell&#8217;amministrazione e che apre importanti prospettive di sviluppo per il nuovo anno&#8221;. Tutto vero, ma non è merito (solo) suo, visto che fino al 31 ottobre era riuscito a spendere un terzo di quello che era riuscita a spendere la Basilicata.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcocobianchi.wordpress.com/2729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcocobianchi.wordpress.com/2729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcocobianchi.wordpress.com/2729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcocobianchi.wordpress.com/2729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marcocobianchi.wordpress.com/2729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marcocobianchi.wordpress.com/2729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marcocobianchi.wordpress.com/2729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marcocobianchi.wordpress.com/2729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcocobianchi.wordpress.com/2729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcocobianchi.wordpress.com/2729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcocobianchi.wordpress.com/2729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcocobianchi.wordpress.com/2729/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcocobianchi.wordpress.com/2729/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcocobianchi.wordpress.com/2729/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2729&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; Troppi 576 milioni di sussidi ai &#8220;capitani coraggiosi&#8221; di Tirrenia. La Ue apre un&#8217;inchiesta</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 11:17:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riporto un pezzo scritto da Samuele Cafasso e pubblicato sul sito di analisi e ricerche economiche Ibl-Istituto Bruno Leoni. L&#8217;articolo spiega bene il motivo per il quale la privatizzazione della Tirrenia non si è ancora realizzata nonostante, verso la fine del 2011 sia stata assegnata a una cordata di soci privati. Si tratta di altri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2725&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto un pezzo scritto da Samuele Cafasso e pubblicato sul sito di analisi e ricerche economiche Ibl-<a href="http://www.brunoleoni.com/nextpage.aspx?codice=11107" target="_blank">Istituto Bruno Leoni</a>. L&#8217;articolo spiega bene il motivo per il quale la privatizzazione della Tirrenia non si è ancora realizzata nonostante, verso la fine del 2011 sia stata assegnata a una cordata di soci privati. Si tratta di altri &#8220;capitani coraggiosi&#8221; che, come quelli che hanno rilevato l&#8217;Alitalia, hanno fatto il grande sforzo di comprare la Tirrenia per 308 milioni di euro in cambio di sussidi pubblici per 576, come <a href="http://manibucate.com/2011/10/10/mani-bucate-la-tirrenia-privata-ci-costa-576-milioni-di-euro/" target="_blank">avevo scritto</a> proprio all&#8217;indomani dell&#8217;assegnazione. Lo stesso Ibl ha prodotto uno <a href="http://manibucate.com/2011/10/20/mani-bucate-la-privatizzazione-della-tirrenia-ci-costa-576-milioni-quella-della-siremar-660/" target="_blank">studio</a> sugli effetti della privatizzazione, che mi aveva colpito. Dopo aver letto l&#8217;articolo, domandatevi: non sarebbe il caso che l&#8217;antitrust bocciasse la privatizzazione con quel po&#8217; po&#8217; di aiuti di Stato e l&#8217;assegnazione si rifacesse ex novo riducendo l&#8217;ammontare dei soldi pubblici?  <span id="more-2725"></span></p>
<p>«Un anno e quattro mesi di amministrazione straordinaria e ancora non è finita: Tirrenia continua a muoversi nel limbo della gestione commissariale di Giancarlo D’Andrea e ora i lavoratori entrano in stato di agitazione, per denunciare uno stallo che secondo il sindacato Federmar-Cisal rischia di compromettere gli accordi sulla tutela dell’occupazione. La telenovela della privatizzazione sembrava fosse finita con il passaggio a Cin, la cordata degli armatori italiani che aveva infine offerto 380 milioni, ma così non è a causa del potenziale conflitto d’interesse degli acquirenti sotto esame dell’Ue, che deve dare il definitivo via libera all’operazione. Cin, infatti, è proprietà degli armatori Emanuele Grimaldi, Gianluigi Aponte e Vincenzo Onorato. Gli ultimi due controllano Snav, Gnv e Moby, che di Tirrenia sono i principali concorrenti.</p>
<p>All’Antitrust europea l’acquisto di Tirrenia è stato notificato lo scorso 20 ottobre e, tutt’ora, un verdetto non è arrivato. Alla fine del 2011 la Cin guidata da Ettore Morace ha integrato i documenti già presentati nelle settimane precedenti e Bruxelles ha annunciato che si prenderà tempo sino a mercoledì prossimo per esaminarli. Il timore in Cin è che nemmeno questa sia la volta del sì decisivo e che, anzi, sia pronto un nuovo giro di verifiche che potrebbero anche avere un esito negativo.<br />
I punti dolenti sono essenzialmente due. Uno è la sovrapposizione delle linee gestite da Tirrenia e dagli operatori privati per cui, con il passaggio sotto un unico ombrello, si ridurrebbero le alternative per i clienti. E poi c’è tutta la partita degli aiuti. «L’indagine della Commissione ha aperto un grande punto interrogativo sul lungo processo di privatizzazione che ha interessato Tirrenia &#8211; spiega l’economista Andrea Giuricin, fellow dell’Istituto Bruno Leoni -. La compagnia è stata venduta con all’interno un grosso pacchetto di aiuti pubblici, per la precisione 576 milioni di euro per i prossimi 8 anni e il prezzo pagato da Cin è stato di 380 milioni. Sono questi sussidi che sono al centro dell’indagine dell’Antitrust europeo». «Tra il 2005 e il 2009 la “nave di stato” &#8211; spiega Giuricin &#8211; aveva ricevuto 1.052 milioni di euro di sussidi pubblici, oltre 200 milioni di euro l’anno, una somma importante e teoricamente utilizzabile per effettuare le tratte di servizio pubblico. Il problema che è contestato anche dall’Ue è che non sono state effettuate delle gare per l’assegnazione di tale servizio. Nel 2008 è stata fatta una proroga ad hoc per Tirrenia per mantenere la titolarità del servizio pubblico» e quindi, «vi è il dubbio è che la proroga sia servita allo Stato a mantenere un’attrattività più elevata per Tirrenia, che non riusciva a trovare degli acquirenti».<br />
Se i nuovi proprietari non dissipano questi dubbi e non convincono Bruxelles della correttezza dell’operazione, la privatizzazione salta. E questa volta ci sarebbero poche alternative allo smembramento della compagnia che occupa 1.400 persone.<br />
Nel frattempo, come ovvio, è fermo qualsiasi piano d’investimento mentre il piano tariffario per il prossimo anno è già stato determinato dal commissario. La nuova Tirrenia, insomma, non prende il largo e per la Federmar-Cisal questo stato delle cose rappresenta un «serio pericolo per il mantenimento dei posti di lavoro».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcocobianchi.wordpress.com/2725/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcocobianchi.wordpress.com/2725/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcocobianchi.wordpress.com/2725/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcocobianchi.wordpress.com/2725/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marcocobianchi.wordpress.com/2725/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marcocobianchi.wordpress.com/2725/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marcocobianchi.wordpress.com/2725/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marcocobianchi.wordpress.com/2725/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcocobianchi.wordpress.com/2725/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcocobianchi.wordpress.com/2725/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcocobianchi.wordpress.com/2725/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcocobianchi.wordpress.com/2725/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcocobianchi.wordpress.com/2725/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcocobianchi.wordpress.com/2725/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2725&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; Finita la pacchia dei sussidi pubblici per società elettriche &#8220;verdi&#8221; e Fs</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cambiano i sussidi alle Fs e quelli all’energia verde. Lo dice il governo nelle risposte alle 50 domande che lo scorso week end la Ue ha inviato a Roma. Si tratta di impegni, quindi occorre prenderli con quello che viene definito “moderato ottimismo”, però toccano due aspetti molto importanti della spesa pubblica. Partiamo dalle Fs. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2723&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cambiano i sussidi alle Fs e quelli all’energia verde. Lo dice il governo nelle risposte alle 50 domande che lo scorso week end la Ue ha inviato a Roma. Si tratta di impegni, quindi occorre prenderli con quello che viene definito “moderato ottimismo”, però toccano due aspetti molto importanti della spesa pubblica.<span id="more-2723"></span></p>
<p>Partiamo dalle Fs. La Ue ha posto una domanda molto precisa: “Fs beneficia di uno speciale sussidio nella sua bolletta elettrica che è pagato dai consumatori e dal denaro pubblico. Il governo intende intervenire su questa misura?” Risposta: “Si tratta di un aiuto importante, che vale circa 450-500 milioni di euro l’annogravante sulle tariffe elettriche. (…) In un’ottica di concorrenza nel settore sembra difficile non considerare almeno la possibilità di revisione di questo regime particolare”. Ora: a qualcuno potrebbe sembrare strano, ma i 450-500 milioni che ogni anno vanno alle Fs come, chiamiamolo così per capirci, contributo nazionale (perché poi ci sono quelli regionali) vengono prelevati dalle bollette elettriche di tutti gli italiani con il risultato paradossale che ogni volta che qualcuno accende una lampadina in salotto, sta sussidiando il treno che in quel momento sta facendo il Firenze-Pisa. Come è possibile? E’ possibile perché, come spiego nel capitolo sull’energia verde di “Mani Bucate”, nella bolletta elettrica che arriva a casa di tutti gli italiani esiste una componente, inserita nei cosiddetti “oneri generali di sistema”, che si chiama A4 che, ogni anno, costa ad una famiglia media 1,6 euro. Quella componente, scrivo in Mani Bucate, “è stata utilizzata per anni per compensare le aziende ‘energivore’, cioè ad alto consumo di elettricità. Ne hanno usufruito aziende come ThyssenKrupp, Cementir, Alcoa e via dicendo. Oggi non è più così: c’è una sola azienda che incassa la componente A4, e sono le Ferrovie dello Stato che, per legge, godono di tariffe elettriche</p>
<p>più basse e, per di più, ‘senza limiti temporali’, cioe` per sempre”. La norma che consente alle Ferrovie un risparmio di 450-500 milioni è la Legge 80/2005, articolo 11, comma 11 bis.</p>
<p>Oggi il governo, rispondendo alla Ue, dice che c’è la “possibilità” di una “revisione” di questa legge. Ecco: non vorrei che la “revisione” consistesse nell’estendere i benefici di quella legge anche ai futuri concorrenti delle Fs.</p>
<p>La seconda risposta riguarda gli incentivi ai produttori di energia elettrica “verde”. A questo proposito il governo dice che int6ende “rivedere le politiche di incentivazione per l’energia elettrica rinnovabile, secondo criteri di maggiore efficienza e di riduzione degli oneri futuri per i consumatori”. Tradotto: la pacchia per le aziende energetiche che producono energia elettrica verde da fotovoltaico o solare pare volga al termine. Però… Però… Però che ne dite di abolire, piuttosto, una volta per tutte i sussidi per chi brucia gli scarti della lavorazione del petrolio?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcocobianchi.wordpress.com/2723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcocobianchi.wordpress.com/2723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcocobianchi.wordpress.com/2723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcocobianchi.wordpress.com/2723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marcocobianchi.wordpress.com/2723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marcocobianchi.wordpress.com/2723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marcocobianchi.wordpress.com/2723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marcocobianchi.wordpress.com/2723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcocobianchi.wordpress.com/2723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcocobianchi.wordpress.com/2723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcocobianchi.wordpress.com/2723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcocobianchi.wordpress.com/2723/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcocobianchi.wordpress.com/2723/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcocobianchi.wordpress.com/2723/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2723&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>INTERMEZZO La politica degli acronimi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 07:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’”euromozione” a sostegno del governo che sarà firmata da ABC (Alfano Bersani Casini) ha già fatto dire a qualcuno che quello che sta per nascere è un “compromesso storico” o “governissimo” che vedrebbe alleate non solo la destra e la sinistra ma, addirittura, anche il centro dello schieramento politico. E’ chiaro che la firma dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2721&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’”euromozione” a sostegno del governo che sarà firmata da ABC (Alfano Bersani Casini) ha già fatto dire a qualcuno che quello che sta per nascere è un “compromesso storico” o “governissimo” che vedrebbe alleate non solo la destra e la sinistra ma, addirittura, anche il centro dello schieramento politico. E’ chiaro che la firma dei tre leader sotto un documento che sostiene gli sforzi “europei” del governo sia un toccasana per quest’ultimo, ma aprirebbe problemi non indifferenti nei vari schieramenti.</p>
<p>Ser, infatti, si vedono le cose dal punto di vista delle strategie in vista delle prossime elezioni, i tre leader politici hanno più di un problema a firmare tutti la stessa mozione. Nel centrodestra si approfondirebbe il solco tra i due ex alleati di governo e renderebbe assai complicato ricreare l’asse BB (Berlusconi Bossi) sia pure nella nuova versione AB (Alfano Bossi). Ma soprattutto renderebbe praticamente impossibile il già complicatissimo ACB (Alfano Casini Bossi) anche se aprirebbe uno spiraglio per  ACR (Alfano Casini Rutelli) mentre resta sempre possibile ACL (Alfano Casini Lombardo). Tutto potrebbe cambiare nel caso in cui si immaginasse un cambio al vertice di uno dei partiti che stavano al governo: in quel caso non sarebbe irealistico pensare ad un AM (Alfano Maroni) che potrebbe dare vita anche ad AMC (Alfano Casini Maroni).</p>
<p>Nel centrosinistra la situazione è ugualmente complicata. C’è un ampio schieramento che vorrebbe BVD (Bersani Vendola Di Pietro) ed è quello che in questo momento sta più soffrendo perché da una parte deve sostenere il governo e dall’altro deve riuscire a non rompere con i maggiori oppositori del governo stesso. L’attuale leadership del maggior partito d’opposizione vuole tenersi le mani libere per verificare la possibilità di BC (Bersani Casini) e, magari, perché no? un BCR (Bersani Casini Rutelli). E se BBC (Bersani Bossi Casini) è impossibile, c’è chi, soprattutto al nord, non vede di cattivo occhio BCM (Bersani Casini Maroni).</p>
<p>Ovviamente anche ACF (Alfano-Casini-Fini) è un’ipotesi che non si può escludere così come AFCM (Alfano Fini Casini Maroni) che sarebbe un ritorno ai bei tempi passati: In ogni caso tutto dovrebbe essere considerato nell’ottica del vero nodo politico al quale ACVFBBMRLD stanno già lavorando: decidere chi tra LAM (Letta Amato Monti) mandare al Quirinale.</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcocobianchi.wordpress.com/2721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcocobianchi.wordpress.com/2721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcocobianchi.wordpress.com/2721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcocobianchi.wordpress.com/2721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marcocobianchi.wordpress.com/2721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marcocobianchi.wordpress.com/2721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marcocobianchi.wordpress.com/2721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marcocobianchi.wordpress.com/2721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcocobianchi.wordpress.com/2721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcocobianchi.wordpress.com/2721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcocobianchi.wordpress.com/2721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcocobianchi.wordpress.com/2721/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcocobianchi.wordpress.com/2721/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcocobianchi.wordpress.com/2721/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2721&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; Elettricità: il governo alza a 7 miliardi gli incentivi agli industriali &#8220;verdi&#8221; non fotovoltaici. Contenti?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entro giugno si terrà la prima asta per l&#8217;assegnazione degli incentivi agli impianti rinnovabili non fotovoltaici superiori a 5 MW di potenza. Lo scopo è quello di incentivare dal 2013 al 2015 circa 1.850 MW  di  energia eolica a terra, 680 MW di offshore (ora in Italia non esiste un solo impianto offshore, nonostante i tanti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2716&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entro giugno si terrà la prima asta per l&#8217;assegnazione degli incentivi agli impianti rinnovabili non fotovoltaici superiori a 5 MW di potenza. Lo scopo è quello di incentivare dal 2013 al 2015 circa 1.850 MW  di  energia eolica a terra, 680 MW di offshore (ora in Italia non esiste un solo impianto offshore, nonostante i tanti tentativi di costruirne uno), 150 MW di idroelettrico, 60 MW di geotermico e 180 MW di biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili.<span id="more-2716"></span></p>
<p>Quest’asta avrebbe dovuta tenersi a novembre, ma il cambio di governo ha provocato il rinvio della procedura. Ma il punto non è questo: l’asta punta a incentivare una quantità di energia elettrica “verde” pari a una spesa cumulata annua compresa tra i 6 e i  7  miliardi di euro (cui si dovranno aggiungere i 6-7 miliardi previsti  per il  solare). Ripeto perché vorrei che fosse chiaro: nei tre anni tra il 2013 e il 2015 gli italiani pagheranno una quota di incentivi ai produttori di energia elettrica verde non solare di 6-7 miliardi ai quali si aggiungono circa altri 7 miliardi l’anno solo per l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici. Siccome gli incentivi a questi ultimi dovrebbero scemare nel corso degli anni, cioè dal 2014 in poi, non voglio fare previsioni per la spesa complessiva: troppe variabili in gioco. Però per il 2013 stiamo parlando di un’incentivazione totale agli industriali verdi di qualcosa come 12-14 miliardi di euro.</p>
<p>Ok, quella che sta circolando in questi giorni è una bozza del provvedimento che indice l’asta, però se fosse confermata si potrebbe parlare di un regalo spaventoso del nuovo governo agli industriali, proprio mentre in un’altra stanza dello stesso esecutivo si sta cercando di trovare il modo per ridurre gli aiuti di Stato a favore delle imprese industriali “normali”. In effetti i sussidi verdi rappresentano una quota enorme del totale dei sussidi alle imprese private (e non solo: anche Enel Green Power li incassa) ed è per questo che ho dedicato uno dei capitoli più corposi di &#8220;Mani bucate&#8221; proprio a questi industriali mantenuti con i soldi prelevati diretti dalla bolletta degli italiani. Ovviamente destinati ad aumentare.</p>
<p>Si tratta di una cifra molto più generosa di quella indicata dal governo  Berlusconi: all’epoca, infatti, il tetto di spesa era stato fissato, per l’elettricità verde non fotovoltaica, di una spesa massima di 5-5,5 miliardi di euro. E per quanti anni durerà questo incentivo? Diciamo che dal 2013, per tutte le nuove installazioni, verrà abbandonato l&#8217;attuale meccanismo dei Certificati verdi e si passerà al sussidio basato alla produzione effettiva. Per l’eolico l’incentivo durerà 20 anni e per quello offshore 25 anni, per l&#8217;idroelettrico tra 25 e 30 anni.</p>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; I soldi pubblici per l&#8217;innovazione sono buttati via. Lo dice Bankitalia</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 14:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un mantra che si ripete come una stanca litania ogni volta che si parla di investimenti pubblici. Il mantra è che dovrebbero essere spesi per la &#8220;ricerca e sviluppo&#8221;. Magari dando finanziamenti alle imprese private. Bene: forse è il caso di sfatare il mito in base al quale i soldi pubblici possano mettere in moto la macchina dell&#8217;innovazione. Ecco un breve estratto del capitolo di &#8220;Mani bucate&#8221; nel quale spiego i risultati di alcune ricerche sui risultati dei soldi pubblici spesi per l&#8217;innovazione tecnologica. Non aggiungo altro perchè, come si dice, ogni commento è superfluo.</p>
<p><span id="more-2711"></span>“Uno studio del 2007 (Monica Merito, Silvia Giannangeli, Andrea Bonaccorsi, <em>Gli incentivi per </em><em>la ricerca e lo sviluppo industriale stimolano la produttività della ricerca e la </em><em>crescita delle imprese? Evidenza sul caso italiano</em>, in &#8220;L’Industria&#8221; n. 2, 2007&#8243;) prende in esame l’ambito nel quale gli aiuti pubblici dovrebbero generare i migliori risultati: la ricerca scientifica. Gli autori hanno messo sotto la lente d’ingrandimento 185 imprese che tra il 1999 e il 2000 hanno ottenuto aiuti pubblici e le hanno messe a confronto con altrettante imprese che non li hanno avuti. Il risultato è che le prime non hanno mostrato nessun aumento di produttività rispetto alle seconde: a quattro anni di distanza dall’erogazione, “gli effetti dei finanziamenti alla ricerca e sviluppo sono nulli”. E’ il caso di ripeterlo: nulli.</p>
<p>Il dato era già emerso da uno studio indipendente del 2006 (Luigi Cannari, Leandro D’Aurizio, Guido de Blasio, <em>L’efficacia degli incentivi </em><em>agli investimenti</em>, Banca d’Italia, 2006) che aveva indagato gli effetti degli sconti fiscali sulla propensione all’investimento: il 70,9 per cento delle imprese del Nord e il 43,8 per cento di quelle del Sud aveva dichiarato che avrebbe investito esattamente la stessa cifra anche se lo sconto non ci fosse stato.</p>
<p>Prendiamo poi il Fondo per l’innovazione tecnologica (Fit) gestito dal ministero dello Sviluppo economico, che inizia a funzionare nel 2001. L’anno seguente i soldi sono già finiti, ma le imprese continuano a presentare domande di finanziamento, che il ministero ricomincia a valutare soltanto nel 2007. L’interruzione dei finanziamenti è stata molto utile agli economisti della Banca d’Italia (Guido de Blasio, Davide Fantino, Guido Pellegrini, <em>Evaluating the impact </em><em>of innovation incentives: evidence from an unexpexted shortage of funds</em>, Banca d’Italia, 2011) per verificare se le imprese sussidiate prima del blocco del fondo abbiano investito più di quelle che, pur avendo fatto domanda, non hanno ricevuto alcun sussidio. Il risultato è che tra le une e le altre non si riscontrano differenze significative: “Sostanzialmente le società sussidiate ottengono i sussidi per progetti che sarebbero stati avviati anche in assenza dei sussidi stessi”.</p>
<p>Un dato analogo è segnalato dalle poche amministrazioni locali che si preoccupano di verificare se gli incentivi concessi abbiano avuto effetti misurabili in termini di crescita economica. Il Piemonte, per esempio, ha scoperto che gli incentivi alle imprese erogati nel 2007 e finalizzati ad attivare collaborazioni tra aziende e centri di ricerca (come le università) “non raggiungono il consenso auspicato: soltanto il 25 per cento delle imprese finanziate ha attivato collaborazioni di questo tipo e di queste solo la metà lo ha fatto grazie all’incentivo”. Inoltre, solo per il 5-10 per cento degli imprenditori intervistati “l’incentivo risulta determinante” per l’avvio di nuovi progetti.</p>
<p>E dopo aver letto tutte queste ricerche, fa impressione sapere per esempio che la Ue ha messo a disposizione delle imprese sette miliardi di euro per la ricerca solo per il 2011, e che tra il 2007 e il 2013 intende spenderne addirittura 53”.</p>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; Scandalo Alcoa: chiude in Sardegna perché finiscono i sussidi (e deve ancora restituire 295 milioni)</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 09:43:19 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Alcoa di Portovesme ha deciso di chiudere perchè quello italiano e quello spagnolo &#8220;sono tra i siti con i più alti costi nell&#8217;ambito del sistema Alcoa&#8221;. Lasciatemi dire: è un affronto, perchè l&#8217;Alcoa deve ancora restituire all&#8217;Italia 295 milioni di euro così come ha stabilito la Ue il 19 novembre del 2009, come risarcimento per aver ottenuto sussidi in modo illegittimo negli anni precedenti. Ed è un insulto, perchè la verità è che l&#8217;Alcoa abbandona la Sardegna perchè quest&#8217;anno finisce il regime di sussidi deciso nel 2010.<span id="more-2705"></span></p>
<p>L&#8217;Alcoa è il maggiore produttore mondiale di alluminio primario e semilavorato ed è stata l&#8217;azienda tra le più sussidiate nella storia d&#8217;Italia. Quella che gli italiani, attraverso le loro tasse, hanno reso competitiva grazie al taglio artificiale del prezzo dell&#8217;energia elettrica finanziato con agevolazioni all&#8217;acquisto che sono costate miliardi. I sussidi alle aziende energivore sarde (ma anche venete), dedico un capitolo di &#8220;Mani bucate&#8221; nel quale spiego come l&#8217;industrializzazione della Sardegna sia stata in grandissima parte finanziata con i soldi statali erogati sotto forma di sussidi nei modi più diversi e inconcepibili nel corso degli ultimi 50 anni. Sì, avete letto bene: noi finanziamo le multinazionali energivore che hanno deciso di insediarsi in Sardegna e in Italia, da 50 anni, cioè dal 1962, da quando si decise l&#8217;esproprio degli impianti privati di produzione di energia elettrica facendo nascere l&#8217;Enel.</p>
<p>L&#8217;Alcoa, presente in Italia fin dal 1967, è una di queste multinazionali mantenute dallo Stato. E&#8217; stato proprio per cedere al ricatto che l&#8217;Alcoa inviò all&#8217;Italia nel 2009 (o la conferma dei sussidi ottenuti fino a quel momento o ce ne andiamo) che l&#8217;Italia varò, nel marzo del 2010, quello che è stato definito decreto salva-Alcoa che, per non incorrere nella bocciatura da parte dell&#8217;Europa, che vieta (si fa per dire) gli aiuti di Stato alle singole imprese, venne esteso a tutte le aziende energetiche italiane, facendo impennare i costi a carico del bilancio dello Stato. &#8220;In Sardegna&#8221;, scrivo in &#8220;Mani bucate&#8221;,  &#8221;ne approfittano l’Eurallumina, la Otefal Sail, tutta la filiera della Vinyls, le aziende di Ottana (prima escluse e poi rientrate), e in Sicilia l’Alfa Acciai, la Dufenergy, l’Italcementi di Isola delle Femmine e l’Unicem di Priolo Gargallo (Siracusa). Nella legge di conversione del decreto, approvata nell’agosto del 2010, i benefici sono estesi addirittura a tutt’Italia, provocando un’esplosione dei costi a carico delle bollette.13 Nel 2010 questi sconti hanno permesso all’Alcoa di pagare per un megawattora 30 euro rispetto a un prezzo medio nazionale di 57. Ed e` solo grazie a tale provvedimento che l’Alcoa ha deciso di ritirare le continue minacce di chiudere i suoi stabilimenti sardi. Minacce che si sono sempre ripetute in prossimita` della scadenza delle proroghe&#8221;. Quegli sconti del 2010 sarebbero scaduti quest&#8217;anno e questo avrebbe provocato un aumento dei costi per l&#8217;Alcoa. La quale ha deciso di giocare d&#8217;anticipo, chiudendo.</p>
<p>Torneremo presto a riparlare di Alcoa, perchè rappresenta il più classico dei fallimenti delle cosiddette &#8220;politiche industriali&#8221; tanto invocate dai politici. La &#8220;politica industriale&#8221; riguardante la Sardegna fu quella di industrializzarla a tappe forzate attraverso l&#8217;erogazione di soldi pubblici a favore delle imprese che decidevano di insediarsi nell&#8217;isola. Oggi, finiti i liquidi, le imprese chiudono senza tanti rimpianti. Se abbiano più responsabilità i politici che hanno foraggiato le industrie creando un&#8217;intera generazione di imprese mantenute o se abbiano più responsabilità le industrie che non si sono attrezzate per quando i sussidi sarebbero finiti, il dibattito è aperto.</p>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; Massimo Pugliese è tornato: dopo il crack Ixfin (15 milioni di sussidi spariti) ora punta al solare</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 10:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel settore dell’elettronica e dei call center era finita in bancarotta. E ancor peggio era andata con il calcio, ma almeno li&#8217; non c&#8217;erano in ballo circa trenta milioni di euro di fondi pubblici. Dopo una serie di fallimenti, processi e una condanna in primo grado a cinque anni l&#8217;imprenditore Massimo Pugliese, a capo del gruppo di famiglia, la Pufin, ci riprova con le energie rinnovabili. Gia&#8217; da due anni e&#8217; impegnato in investimenti nel campo del fotovoltaico. A fermarlo non e&#8217; stato nemmeno il nefasto esito della vicenda Ixfin, azienda di Marcianise (Caserta) sprofondata in un mare di debiti nonostante la forte spinta dei finanziamenti statali. <span id="more-2702"></span>La famiglia di imprenditori di Frigento, in provincia di Avellino, archiviata quella vicenda (ma non i procedimenti giudiziari ancora in corso) ha intrapreso una seconda strada con l’acquisto dell’ex stabilimento Siemens di Avellino, diventato El.Ital, e della Flextronics di Saint’Etienne, trasformata in Elifrance. E ora l’obiettivo è puntato sull’Olanda. Il gruppo irpino ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la Solland Solar per l’acquisto di un complesso industriale di celle in silicio policristallino. La Solland Solar, azienda tra i leader nella produzione di celle policristalline è anche il principale fornitore delle due controllate di Pufin. Quest’ultima, grazie all’operazione che consentirà di salvare 70 posti di lavoro, continuerà a produrre celle per gli stabilimenti di Avellino e Sant’Etienne, con possibilità di aumentare quote di mercato in Europa e non solo. L&#8217;Italia non puo&#8217; augurarsi che questa volta tutto vada per il meglio. Magari riuscirebbe a recuperare da qualche parte i quindici milioni di euro di aiuti concessi nel 2006 a Ixfin, controllata proprio dalla Pufin dei Pugliese, con un fondo di garanzia relativo a un prestito di BancApulia. Il nostro Stato e&#8217; gia&#8217; finito nei guai, deferito dalla Commissione europea alla Corte di Giustizia, per non aver recuperato quei soldi. Anzi, secondo la Commissione, che si e&#8217; espressa per ben due volte sulla questione dal 2009 ad oggi, il governo non avrebbe dovuto concedere una garanzia su investimenti rivelatisi fantasma. Senza contare che Massimo Pugliese, con la sua Maxfin, controllata a sua volta da Pufin, era gia&#8217; stato coinvolto nel fallimento della Olit, ex Olivetti di Grugliasco, capogruppo della 3L Trading che per un periodo fu proprietaria dello stabilimento di Marcianise. In primo grado Pugliese e&#8217; stato condannato a cinque anni per bancarotta. L&#8217;imprenditore irpino si e&#8217; sempre proclamato innocente, ma intanto i fatti parlano di una serie di fallimenti, che coinvolgono anche l&#8217;Avellino Calcio, squadra di cui divento&#8217; presidente. E anche il caso Ixfin, per il quale sono a processo altri amministratori e non Pugliese, si e&#8217; chiuso nel 2006 con una bancarotta. Il risultato? Oggi i circa 700 lavoratori licenziati sopravvivono grazie al sussidio di mobilita&#8217;. Lo Stato ha bruciato almeno 30milioni di euro e probabilmente non li recuperera&#8217; mai. E i Pugliese che fanno? Investono milioni di euro in Olanda. Facce troppo diverse della stessa medaglia.</p>
<p>Un&#8217;idea per recuperare quei soldi pubblici ci sarebbe. Mario Monti potrebbe averla a portata di mano: gli basterebbe bussare alla porta del ministro Piero Gnudi, che con il suo studio professionale di via Castiglione 21, a Bologna, e&#8217; stato consulente della Pufin nelle ultime operazioni e chiedergli se abbia idea di dove siano finiti quei milioni di euro.</p>
<p>Non è la prima volta che nello studio Gnudi e associati transitano atti relativi ad aziende campane. Lì aveva sede la Yorik Srl,  il cui presidente era l&#8217;ex deputato di Forza Italia, Ilario Floresta. La società acquistò l&#8217;ex stabilimento Texas di Aversa (che aveva cambiato denominazione in Unicom), lo stesso che, dopo aver beneficiato dei soldi pubblici di un faraonico contratto di programma, passò di mano con una frequenza impressionante, fino ad arrivare alla Ixfin della famiglia Pugliese. Una volta dismesso il polo tecnologico della Texas e trasferita la produzione a Marcianise, la Yorik Srl puntava a realizzare ad Aversa un centro commerciale. Progetto poi frenato dal diniego di varianti urbanistiche da parte del Comune, da cui nacque un contenzioso davanti al Tar.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcocobianchi.wordpress.com/2702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcocobianchi.wordpress.com/2702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcocobianchi.wordpress.com/2702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcocobianchi.wordpress.com/2702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marcocobianchi.wordpress.com/2702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marcocobianchi.wordpress.com/2702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marcocobianchi.wordpress.com/2702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marcocobianchi.wordpress.com/2702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcocobianchi.wordpress.com/2702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcocobianchi.wordpress.com/2702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcocobianchi.wordpress.com/2702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcocobianchi.wordpress.com/2702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcocobianchi.wordpress.com/2702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcocobianchi.wordpress.com/2702/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2702&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; Lo Stato spende 11,9 miliardi in sussidi alle imprese (Ragioneria dello Stato). Ma quello che incassano è molto di più</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 09:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[spending review]]></category>
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		<description><![CDATA[Lavoce.info ha pubblicato un intervento di Guido Nannariello molto importante. Secondo i dati elaborati dal servizio studi della Ragioneria Generale dello Stato i sussidi alle imprese, nel 2010, sono stati pari a 11,9 miliardi. Un dato che si avvicina più ai 30 miliardi che stimo in &#8220;Mani bucate&#8221; che ai 3,4 miliardi della Confindustria. Ma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2700&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="www.lavoce.info" target="_blank">Lavoce.info</a> ha pubblicato un intervento di Guido Nannariello molto importante. Secondo i dati elaborati dal servizio studi della Ragioneria Generale dello Stato i sussidi alle imprese, nel 2010, sono stati pari a 11,9 miliardi. Un dato che si avvicina più ai 30 miliardi che stimo in &#8220;Mani bucate&#8221; che ai 3,4 miliardi della Confindustria. Ma non è questo il punto. Il punto è che questi numeri, che , ripeto, sono di fondamentale importanza e dovranno essere presi in esame nel corso della spending review che il governo Monti sta effettuando sui capitoli di spesa pubblica, non tengono conto di altri tipi di sussidi che sfuggono alla contabilità nazionale.<br />
<a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002774.html" target="_blank">Qui</a> potete leggere l&#8217;intervento di Nannariello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa la mia risposta</p>
<p>I dati del dott Nannariello sono una risposta definitiva alla polemica sull&#8217;entità della spesa pubblica sotto forma di sussidi alle imprese. Tuttavia se si cambia punto di vista e si guarda al fenomeno degli &#8220;aiuti di Stato&#8221;; (in senso lato) dal lato dell&#8217;impresa, le cose cambiano notevolmente. Prima osservazione: i sussidi alle imprese energetiche &#8220;verdi&#8221; non vengono erogati a valere sul bilancio pubblico, ma direttamente dalle bollette dei consumatori e quindi sfuggono alla contabilità nazionale. Tali sussidi sono stati pari, nel 2010, a 3,4 miliardi e portano il totale dei sussidi per quell&#8217;anno a quota 15,3 miliardi. Seconda osservazione: le imprese italiane (ad esempio i produttori cinematografici) accedono ad sussidi europei attraverso fondi gestiti direttamente dall&#8217;Europa e non dalle autorità nazionali e che, quindi, ancora una volta, non sono quantificati nel bilancio dello Stato. Terza osservazione: non è possibile quantificare nemmeno i sussidi che le imprese italiane ricevono all&#8217;estero come, ad esempio, Fiat in Serbia. Quindi se se la spesa pubblica è di 11,9 miliardi, i sussidi effettivamente incassati sono considerevolmente superiori.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcocobianchi.wordpress.com/2700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcocobianchi.wordpress.com/2700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcocobianchi.wordpress.com/2700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcocobianchi.wordpress.com/2700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marcocobianchi.wordpress.com/2700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marcocobianchi.wordpress.com/2700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marcocobianchi.wordpress.com/2700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marcocobianchi.wordpress.com/2700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcocobianchi.wordpress.com/2700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcocobianchi.wordpress.com/2700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcocobianchi.wordpress.com/2700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcocobianchi.wordpress.com/2700/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcocobianchi.wordpress.com/2700/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcocobianchi.wordpress.com/2700/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2700&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;MANI BUCATE&#8221; Le leggi che concedono sussidi alle imprese private sono 1.307 (non 90)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 10:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcocobianchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non per fare il precisino, ma le leggi che permettono di incentivare le imprese private italiane non sono 90, sono 1307. I giornali di oggi riportano la decisione del governo di riprendere in mano un dossier che era già stato aperto dal governo Berlusconi e che punta a ridurre, semplificando, la normativa che consente alle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2692&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non per fare il precisino, ma le leggi che permettono di incentivare le imprese private italiane non sono 90, sono 1307. I giornali di oggi riportano la decisione del governo di riprendere in mano un dossier che era già stato aperto dal governo Berlusconi e che punta a ridurre, semplificando, la normativa che consente alle imprese private di accedere ad agevolazioni pubbliche. Bene, anzi, benissimo, anche se penso che occorrerebbe prendere al volo la disponibilità del presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, di uno scambio virtuoso tra meno sussidi e meno Irap.</p>
<p><span id="more-2692"></span>Ma torniamo alle leggi. Il ministero dello Sviluppo Economico, nella sua <em>Relazione sugli interventi di sostegno </em><em>alle attività economiche e produttive </em>del giugno del 2009, scaricabile <a href="http://www.legge266.incentivialleimprese.gov.it/documenti/1_Relazione2009.pdf" target="_blank">qui</a>, ha stimato appunto in 1307 le norme agevolative. La confusione sulle cifre è data dal fatto che quelle decise a livello centrale sono 91, sempre secondo il ministero, mentre ben 1216 sono quelle varate dalle amministrazioni locali. Ma attenzione: sempre nella relazione, il ministero sottolinea che &#8220;una parte tuttavia presenta dati, nel periodo, (2003-2008, ndr) solo relativamente alle erogazioni. Si tratta, in altri termini, di strumenti agevolativi che hanno cessato di operare da tempo e che sono caratterizzati da una attività residuale di erogazione di contributi a suo tempo concessi. Dei 91 interventi na- zionali, 26 rientrano in questa categoria&#8221;. Quindi le leggi nazionali &#8220;vere&#8221;, sono 65 mentre il ministero non dà dati su quante siano le leggi di incentivazione attive &#8220;per davvero&#8221; a livello locale dove regna il caos più assoluto.</p>
<p>Questi numeri stanno a significare che semplificare la normativa incidendo solo sulle 91 leggi statali (delle quali 65 &#8220;attive&#8221;) significa lasciare intatta la pletora di norme locali. E, visti i risultati che ho potuto verificare in &#8220;Mani bucate&#8221;, non capisco per quale motivo un&#8217;amministrazione locale debba dare soldi ad un&#8217;impresa se non per consolidare un rapporto incestuoso tra politica ed economia. Ciò che sarebbe utile sarebbe una chiara normativa nazionale alla quale tutte le aziende, grandi e piccole, del nord e del sud, possano fare riferimento nel caso in cui ricorressero le condizioni per accedere a sconti fiscali o a finanziamenti a fondo perduto. Le amministrazioni locali, in genere, e sono i fatti che lo dicono, danno soldi in modo clientelare.</p>
<p>&#8220;Per quanto riguarda la tipologia dell’agevolazione&#8221; scriveva nel 2009 il ministero, &#8220;si osserva che il contributo in conto capitale è presente nel 59 per cento degli interventi: per il 45 per cento come unica forma di agevolazione e per il 14 per cento in combinazione con altre forme agevolative&#8221;.</p>
<p>Ecco la tabella del ministero che riassume il discorso (per &#8220;numero di interventi&#8221; si intende &#8220;numero di leggi&#8221;).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://marcocobianchi.files.wordpress.com/2012/01/schermata-2012-01-05-a-11-32-53.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2694" title="Schermata 2012-01-05 a 11.32.53" src="http://marcocobianchi.files.wordpress.com/2012/01/schermata-2012-01-05-a-11-32-53.png?w=450&#038;h=211" alt="" width="450" height="211" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un dato è interessante: il 45% delle leggi agevolative in Italia permettono la distribuzione di soldi a fondo perduto. Ci sono 585 leggi che consentono di dare soldi cash alle imprese private. Mi sembrano un po&#8217; tante&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcocobianchi.wordpress.com/2692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcocobianchi.wordpress.com/2692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcocobianchi.wordpress.com/2692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcocobianchi.wordpress.com/2692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/marcocobianchi.wordpress.com/2692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/marcocobianchi.wordpress.com/2692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/marcocobianchi.wordpress.com/2692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/marcocobianchi.wordpress.com/2692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcocobianchi.wordpress.com/2692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcocobianchi.wordpress.com/2692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcocobianchi.wordpress.com/2692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcocobianchi.wordpress.com/2692/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcocobianchi.wordpress.com/2692/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcocobianchi.wordpress.com/2692/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=manibucate.com&amp;blog=9862260&amp;post=2692&amp;subd=marcocobianchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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