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MANI BUCATE Il “rilancio del gruppo Fiat” pagato con i soldi pubblici

5 giugno 2012

Nuovo episodio della rubrica “Fiat, un sussidio al giorno”. Non vorrei che vi annoiaste, perché invece il viaggio nei sussidi incassati dal Lingotto è affascinante. Io, almeno, mi sono divertito molto a scoprire, settima dopo settimana per i due anni e mezzo che è durata la scrittura di “Mani Bucate” la quantità di soldi che abbiamo dato alla casa torinese.

Oggi parliamo di un sussidio dell’era Marchionne, cioè dopo che la famiglia Agnelli ha chiamato il manager alla guida dell’azienda. Nonostante che Marchionne sostenga il copntrario (“Mai preso un soldo da quando ci sono io”) il 28 luglio 2005 la Fiat firma un contratto di programma in base al quale le vengono concessi circa 81 milioni di euro per un piano di “iniziative di riqualificazione industriale nelle regioni Campania, Molise e Piemonte” relative a tre delle sue società: Fiat Powertrain, Fma di Pratola Serra (Campania) e Elasis di Pomigliano. Nella sua delibera 111/2005 il Cipe, che ha materialmente autorizzato la spesa, spiega che “il programma si inserisce nell’ambito del più generale piano di rilancio del Gruppo Fiat per il periodo 2003-2007 redatto nel giugno 2003, comprendente interventi in innovazione, ricerca e sviluppo ed investimenti produttivi”. 

MANI BUCATE Ecco come lo Stato ha sussidiato Punto e Panda

1 giugno 2012

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La catena di montaggio della Nuova Panda a Pomigliano d’Arco

Ormai la rubrica la conoscete. Si intitola “Fiat, un sussidio al giorno”. Prende spunto dal fatto che chiunque parli di Fiat evita accuratamente di entrare nel merito del sostegno che il Lingotto ha avuto dallo Stato italiano nel corso di tutta la sua storia. Ultimi casi sono quelli di Cesare Romiti e di Sergio Marchionne, cioè dei due uomini più forti (dopo Vittorio Valletta) che la Real casa torinese abbia mai avuto.

“Fiat, un sussidio al giorno” serve proprio per ricordare a tutti che la Fiat è stata coccolata con i soldi pubblici da sempre, in particolare negli ultimi 15 anni, che è il periodo di tempo che ho analizzato in profondità per scrivere “Mani bucate”, (Chiarelettere), il primo libro con i nomi, cognomi, quantità dei finanziamenti pubblici alle imprese private. Qui quei temi sono solo accennati per titoli: per un approfondimento, ovviamente, si rimanda al libro.

Nelle puntate precedenti della rubrica abbiamo visto alcuni aiuti clamorosi agli stabilimenti che il Lingotto ha sparsi in tutt’Italia, oggi vediamo il più grande contratto di programma che il Lingotto abbia mai firmato con lo Stato. Un contratto di programma (che viene sempre autorizzato dal Cipe, Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) è un accordo in base al quale una società privata si impegna ad effettuare una certa quantità di investimenti, ad assumere una certa quantità di persone, a realizzare un certo prodotto in cambio di soldi pubblici garantiti dallo Stato. Quello che venne firmato il 29 gennaio del 2004 è, per importo, il più importante della storia recente della Fiat e riguarda gli stabilimenti di Melfi, Cassino, Pomigliano d’Arco: 155 milioni di euro pubblici in cambio di investimenti industriali, di ricerca e di formazione professionale. A Melfi si stava progettando la costruzione della Grande Punto, a Pomigliano della nuova Panda, da cui ne deriva che Punto e Panda sono stati modelli sussidiati pesantemente dallo Stato. La Fiat si era impegnata ad effettuare migliaia di assunzioni. E’ stata di parola? A Melfi e Cassino sostanzialmente sì, a Pomigliano d’Arco non proprio. Le nuove assunzioni sono state controbilanciate da ondate anomale di prepensionamenti. Tutti a carico delle casse pubbliche. Ovviamente.

“MANI BUCATE” Ecco dove si nascondevano i 5,2 miliardi che Monti userà per le grandi opere

6 dicembre 2011

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato lo sblocco di 5,2 miliardi di euro per l’avvio di grande opere infrastrutturali. Se ne occuperà in Cipe in una delle prossime riunioni. Però nessuno ha ancora spiegato da dove arrivano questi 5,2 miliardi di euro e perchè sono disponibili. Ovvero: perchè non sono stati spesi finora? (continua…)