Nuovo episodio della rubrica “Fiat, un sussidio al giorno”. Non vorrei che vi annoiaste, perché invece il viaggio nei sussidi incassati dal Lingotto è affascinante. Io, almeno, mi sono divertito molto a scoprire, settima dopo settimana per i due anni e mezzo che è durata la scrittura di “Mani Bucate” la quantità di soldi che abbiamo dato alla casa torinese.
Oggi parliamo di un sussidio dell’era Marchionne, cioè dopo che la famiglia Agnelli ha chiamato il manager alla guida dell’azienda. Nonostante che Marchionne sostenga il copntrario (“Mai preso un soldo da quando ci sono io”) il 28 luglio 2005 la Fiat firma un contratto di programma in base al quale le vengono concessi circa 81 milioni di euro per un piano di “iniziative di riqualificazione industriale nelle regioni Campania, Molise e Piemonte” relative a tre delle sue società: Fiat Powertrain, Fma di Pratola Serra (Campania) e Elasis di Pomigliano. Nella sua delibera 111/2005 il Cipe, che ha materialmente autorizzato la spesa, spiega che “il programma si inserisce nell’ambito del più generale piano di rilancio del Gruppo Fiat per il periodo 2003-2007 redatto nel giugno 2003, comprendente interventi in innovazione, ricerca e sviluppo ed investimenti produttivi”.


