Valerio Onida, uno dei 10 saggi scelti dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha detto di “non essere ottimista” riguardo al lavoro delle due commissioni e, in particolare, della Commissione per le riforme istituzionali. Cerchiamo di capire perchè lo ha detto. Le due commissioni sono state istituite per “formulare precise proposte programmatiche” “in varie forme oggetto di condivisione da parte delle forze politiche” (i virgolettati sono del presidente Napolitano citati da Marzio Breda sul Corriere della Sera). (continua…)
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Ma non è meglio farla finita e andare a votare?
28 settembre 2010Non ci riesco. Ci provo a leggere gli articoli che parlano dell’ultima sparata di Bossi o della cucina di un appartamento a Montecarlo. Mi sciroppo pure i commenti, le analisi e i retroscena, non lascio andare nemmeno un edditoriale che viviseziona le parole dei politici dell’isola di St Lucia e già mi preparo al prossimo scandalo. Ma non riesco ad appassionarmi. Non trovo nulla per cui vale la pena comprare un giornale, in questi giorni. E proprio in queste settimane mi è chiarissimo perché gli italiani leggono poco: non c’è nulla da leggere. Molto semplice. Se non ci fossero state le dimissioni di Alessandro Profumo dall’Unicredit, accompagnato da 40 milioni, avrei potuto tranquillamente andare in letargo e farmi svegliare al momento delle elezioni.
Mi chiedo come sia possibile evitare cin modo così scientifico tutti i temi seri. Non per fare l’intellettuale o lo snob, ma davvero non riesco a capire come si riesca a non decidere qualche cosa in ordine alla riforma degli ammortizzatori sociali, della rappresentanza sindacale, della liberalizzazione dei servizi pubblici locali, solo per fare qualche esempio. Non posso concepire politici che non si interrogano, e non decidano, su una contraddizione tra le più ingiuste della nostra società: i precari vengono pagati meno di chi ha un posto fisso. E’ semplicemente assurdo: oltre a essere “mobili”, a non avere le ferie, la malattia, il congedo maternità, i precari prendono un terzo (nel mio settore è così) di chi ha tutto questo e anche la stabilità del posto di lavoro. Ecco: non capisco, davvero non capisco, come si riesca a non decidere nulla. Ci vuole della scienza.
Ma non è meglio chiuderla qui e andare a votare?
Montanelli, le riforme e i politici
29 aprile 2010
Moltissimi anni fa, in uno dei suoi strepitosi corsivi che scriveva per “Il Giornale”, Indro Montanelli raccontò di un onorevole che, guidando la sua auto, andò a schiantarsi dopo una curva in una strada di città. Da anni gli abitanti denunciavano la pericolosità di quella curva, ma solo quando vi andò a sbattere l’onorevole si decise di ristrutturarla. “Abbiamo scoperto a cosa servono i nostri politici“, concluse Montanelli: “mandiamoli a sbattere in tutte le curve pericolose d’Italia“. (continua…)
Recessione finita? Ok, adesso le riforme
13 dicembre 2009
Io non so se la recessione è finita. E non so nemmeno se il peggio è alle nostre spalle. Siccome il mio metro di giudizio per stabilire se l’economia segna bel tempo è il tasso di disoccupazione, temo che dovremo faticare ancora molto per poterci dire fuori dal tunnel. Però i dati dell’Ocse dicono qualche cosa che tutti ci aspettavamo da tempo, cioè che la ripresa è in arrivo e, soprattutto, che l’Italia è nel gruppetto dei Paesi che trascineranno il resto dell’occidente. Spero che per una volta l’Ocse abbia azzeccato le previsioni. (continua…)


