Posts contrassegnato dai tag ‘Uil’

Fiat: la vera posta in gioco non è solo Pomigliano

8 giugno 2010

La trattativa Fiat-sindacati sul futuro di Pomigliano è uno snodo fondamentale per stabilire i rapporti di forza non solo tra Cgil, Cisl e Uil e la più grande industria privata nazionale, ma anche i rapporti di forza tra Paesi in concorrenza tra loro. La rigidità o la disponibilità a firmare le richieste della Fiat, condizioneranno probabilmente per sempre i rapporti tra l’industria metalmeccanica italiana e i sindacati non solo perché gli accordi firmati dalla Fiat sono sempre stati, e sempre saranno, un benchmark per tutte le altre intese del comparto (al di là di quello che letteralmente c’è scritto nei contratti doi categoria). (continua…)

Rosarno: io so chi sono i colpevoli!

15 gennaio 2010

Io so chi sono i colpevoli degli scontri di Rosarno. Eccoli: E’ l’Inps che non ha obbligato i datori di lavoro a pagare i contributi per la persone che hanno fatto lavorare. E’ colpevole l’Asl, che non ha impedito che delle persone vivessero in condizioni nelle quali noi non faremmo dormire nemmeno i nostri animali di compagnia. E’ colpevole l’Inail, che non ha multato gli imprenditori per il mancato rispetto di qualsiasi norma per la sicurezza sul lavoro. E’ colpevole la polizia, (continua…)

Assedio a fort Tremonti

1 settembre 2009

tesoro

E’ il destino di ogni ministero dell’Economia: essere assediato. Da chi vuole aiuti, da chi vuole sconti, da chi vuole incentivi, da chi vuole la leggina o l’emendamento giusto al momento giusto. Ma adesso è diverso. La Seconda Repubblica, caratterizzata da una radicalizzazione dello scontro tra le anime che la compongono, fa registrare un cambiamento significativo nel ruolo del ministero dell’Economia. Il Palazzone di via XX Settembre da buca delle lettere dove chiunque, banchieri, industriali, sindacalisti, associazioni di categoria, politici locali, lasciano i propri desiderata come fosse un santuario, si è trasformato in una cittadella assediata. Le richieste sono diventate, complice la crisi economica, delle specie di bombe intelligenti lanciate dall’esterno delle mura di cinta del Palazzone. Il cui inquilino, Giulio Tremonti, a stento riesce a resistere alle tremolìo delle pareti ogni volta che arriva una nuova richiesta di, per dirla alla Marcegaglia, “soldi veri”.

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